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lunedì 13 ottobre 2008

Poltergeist, scemoniache presenze - La conclusione


energumeno
Inserito originariamente da susannucciauccia

Stavolta, per tendere un agguato alla misteriosa entità che infestava l’abitazione del ragionier Arturo, ci si è messo anche Srikant il pitone. Alla peggio se la sarebbe mangiata, ha concluso, serafico e sanguinario, il lupo Flavio Aufidio Crispino. Srikant lo ha guardato un po’ stranamente, ma non ha replicato e si è arrotolato nella cesta del soriano nel vano tentativo di farsi passare per lui. Si è anche provato a miagolare, ma lo abbiamo pregato di soprassedere. Il lupo e il fotografo ferrarese si erano inerpicati sull’armadio con tutta l’attrezzatura da scoop; la Bimba si era infilata coi piedi in un vaso da fiori, tentando di spacciarsi per un ficus beniamina. (“Un ficus malefica, se del caso” ha acideggiato il lupo). Io mi ero cacciata dietro una pila di testi di matematica finanziaria ed attuariale. Arturo stava nella cesta, acquattato dietro il pitone. Lo Zio Panda non c’era perché da qualche giorno è costipato.
A un certo punto, un suono ha cominciato ad emergere dal silenzio della calda notte d’ottobre; un canto sinistro e raccapricciante, eco d’epoche ormai remote, che sembrava arrivare come un ricordo seppellito nei millenni ed evocante l’alba della civiltà… Nella sottile striscia di luce lunare si è stagliata una figura sesquipedale che sembrava danzare al ritmo di quella nenia primigenia. “Srikant! Mangialo!” ha ululato Arturo, terrorizzato. Il lampo del flash del fotografo ha illuminato per un attimo l’antro notturno e un urlo di delusione è uscito dalle gole dei presenti.
Un micio, un gattino di due mesi era la misteriosa Creatura che da qualche settimana veniva a fregare i croccantini di Arturo. “Eccolo, eccolo, il Mostro!” ha urlato Arturo, e noi tutti in coro: “Ma vai a cagare!!!”
Mentre il micino giocava con il pitone (che mi ha poi confessato di essere vegetariano), il fotografo riprendeva la Bimba che, dall’interno del vaso di terracotta, servendosi di uno strumento mai udito da orecchio umano, seguitava a suonare la straziante melodia che ci aveva gelato il sangue nelle vene. Una buccina, era una buccina romana… dopo ci ha spiegato che a scuola stanno preparando un progetto sugli strumenti dell’antichità, con i quali alla fine dell’anno si esibiranno in un concerto che, prevedo darà il colpo finale allo scioglimento dei ghiacciai dell’Artico….

venerdì 3 ottobre 2008

Il deserto dei Tartari


arturo davanti alla porta
Inserito originariamente da susannucciauccia

Arturo il ragioniere, all'ingresso della sua casa, tiene d'occhio la strada per spiare l'arrivo della Creatura.