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giovedì 30 ottobre 2008

Palinodia

Dicesi palinodia la pubblica ritrattazione di un pensiero precedentemente espresso, cosa che di solito non dà gusto a nessuno e a me neppure. Quest'estate, per bocca del pipistrello Filòstrato, dissi che eravamo in una dittatura gentile. Ora sono qui a fare palinodia: mi sbagliavo. La nostra non è una dittatura gentile.

E' una dittatura e basta.

Mai, credo, si è vista una così ferma e vasta opposizione alla riforma della scuola seguita da un così becero disprezzo del Governo per le ragioni altrui.

Mai, credo (tranne durante il ventennio fascista, naturlich) si sono lasciati liberi teppisti d'estrema destra di aggredire dei manifestanti che poi sono stati accusati d'esser loro gli assalitori.

Mai si è vista una simile mistificazione di quanto sta succedendo in Italia. Milioni di manifestanti contro la riforma Gelmini ignorati totalmente dalle televisioni di regime. Interviste fatte quasi esclusivamente a studenti di destra (che ovviamente inneggiano alla riforma e belano che vogliono studiare, loro!). Migliaia di cortei pacifici e le televisioni che si soffermano solo sulle risse - peraltro deprecabili, da qualsiasi parte politica vengano. Alte cariche dello Stato che danno dei cretini a coloro che la pensano differentemente. Ministri che tentano di far passare l'idea che la crisi dell'Italia sia colpa dei pubblici dipendenti, cui si stanno togliendo, pian piano e nell'indifferenza generale, tutti i diritti faticosamente acquisiti in tanti anni di lotta. Ministri che vogliono decapitare la cultura - delle scuole medie, delle università - perché non la capiscono. Perché fa loro paura.
Un premier con tanto senso dell'umorismo da elargire il Ministero delle Pari Opportunità ad una signora che ha costruito una carriera sulla sottomissione femminile; da elargire il Ministero dell'Istruzione ad una signora che non sa mettere correttamente gli accenti (l'"egìda" invece dell'"ègida") né far di conto (lo sapevate che il 40 % di 800.000 è 400.000?... Che c'entra, nemmeno io so far di conto, ma per lo meno non faccio il Ministro...).
No, questa non è una democrazia.
Questa è una dittatura e basta.
Non saprei in quale altro modo definirla.