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martedì 1 dicembre 2009

Era una casa molto carina

Lucy K. K. e Arturo il soriano ragioniere sono andati a convivere. Ogni tanto penso a loro due e li paragono a Scubidù e ad Asiak: mi sembra un po' la canzone di Gaber, Il Signor G. ("Io sono figlio unico e ho una casa di diciotto stanze. Io invece siamo diciotto fratelli e viviamo in una stanza sola"...). Scubidù ed Asiak sono benestanti, Lucy e il soriano, diciamo, un po' meno; ma non sembra che la cosa li sconvolga oltre misura. Hanno preso casa ad Assignano e stanno facendo il trasloco, aiutati anche da Tarquinius e Ibadeth. Non avendo molti quattrini, hanno comperato un locale che necessitava di qualche piccolo ritocco. Nella foto, vedete l'edificio dopo che era stato ripulito e restaurato.

L'altro giorno, dando una mano per il trasloco, ho caricato sul break tutti gli strumenti all'avanguardia di cui si serve Arturo nel suo lavoro, fra cui una pascalina ed un pallottoliere. Il soriano e la visoncina mi precedevano sulla E 45 guidando una Seicento multipla sul cui tettuccio avevano saldamente fissato due materassi. Credendo servissero per il loro letto matrimoniale, non me ne sono curata più di tanto; in seguito mi sono resa conto che il talamo era già stato approntato, ma che i materassi erano rimasti sempre là, sul tetto del catorcio. Richiesto di una chiarificazione Arturo mi ha spiegato, serio, che nell'eventualità che la Seicento si cappotti lui si è cautelato al riguardo; inoltre, paventando un colpo di sonno, mi ha reso noto che è sempre pronto ad accostare al ciglio della strada e schiacciare un pisolino...