Sciocchezze, ha detto Shulamith (al secolo la gatta bianca anestesista Maria Grata Li Greci, qui sopra effigiata in ospedale mentre si consulta con una collega), quando è venuta a trovarmi a casa il giorno dopo. La sesta malattia viene ai bimbi da sei mesi a due anni e mezzo, non alle ramarre adulte e mature. Ella sostiene che io abbia semplicemente una potente influenza e che debba limitarmi a stare a casa, mangiare in bianco, bere parecchio, soprattutto spremute di agrumi, e lasciare stare i decotti fantasiosi di erbe più o meno sconosciute. Rappresentante delle criminali case farmaceutiche, ha soffiato la Zoe, ma di buon grado lei e la visoncina Lucy K.K. sono andate ad acquistare quanto necessario per approntarmi le famose spremute.
Senonché Zoe ha qualche problema d'orecchio e ha capito che servivano spremute di legumi.
Talché è da ieri che ingurgito bicchieri di ceci frullati, lenticchie emulsionate, fagioli tritati e allungati con latte e vellutate fredde di fave.
Accompagnate per di più dall'esortazione ironica perugina: "Bevi, spremutina che non sei altro!"
Mi sento... come dire? un po' appesantita.
Ma la Zoe dice che lo deve fare.