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sabato 18 febbraio 2012

Sciocchezze, ha detto Shulamith

Sciocchezze, ha detto Shulamith (al secolo la gatta bianca anestesista Maria Grata Li Greci, qui sopra effigiata in ospedale mentre si consulta con una collega), quando è venuta a trovarmi a casa il giorno dopo. La sesta malattia viene ai bimbi da sei mesi a due anni e mezzo, non alle ramarre adulte e mature. Ella sostiene che io abbia semplicemente una potente influenza e che debba limitarmi a stare a casa, mangiare in bianco, bere parecchio, soprattutto spremute di agrumi, e lasciare stare i decotti fantasiosi di erbe più o meno sconosciute. Rappresentante delle criminali case farmaceutiche, ha soffiato la Zoe, ma di buon grado lei e la visoncina Lucy K.K. sono andate ad acquistare quanto necessario per approntarmi le famose spremute.
Senonché Zoe ha qualche problema d'orecchio e ha capito che servivano spremute di legumi.
Talché è da ieri che ingurgito bicchieri di ceci frullati, lenticchie emulsionate, fagioli tritati e allungati con latte e vellutate fredde di fave.
Accompagnate per di più dall'esortazione ironica perugina: "Bevi, spremutina che non sei altro!"
Mi sento... come dire? un po' appesantita.
Ma la Zoe dice che lo deve fare.