
Maysa la lince, percussionista degli Otocioni, è di solito sboccata e sfrontata, specie quando sente in TV le prodezze berlusconiane o scorge i rivoltanti sembianti di personaggi anodini tipo Brunetta, Bocchino, Schifani e via eruttando.
Oggi mi sono sorpresa sentendola tutto sommato pacata.
Discettava sul Decreto Interpretativo (ovvero "facciamo che giochiamo fino a che vinco io") e diceva che lei intende presentarsi a votare per le regionali martedì 30 marzo.
La mattina si presenta ai seggi e, se la cacciano perché è troppo tardi, comincia a berciare e a smadonnare al complotto comunista e che lì s'intende tradire la lettera della Costituzione, impedirle il legittimo uso del voto ed assestare un vigoroso vulnus alla già ferita carta costituzionale e al già esacerbato clima politico... e se insistono a farle rilievi formali, gli tira una tale zampata fornita d'artigli che i rilievi glieli fa lei sulla pelata.