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lunedì 25 agosto 2008

Etnomusica sulla spiaggia

Etnomusica sulla spiaggia! Molti enti locali d’Italia hanno organizzato, in quest’estate smaltata, serate e concerti dedicati alla musica e alla cucina del mondo… forse tentando di resistere alla marea montante di razzismo che sta lentamente sommergendo la penisola? Se è così è lodevole, ma penso che ci voglia ben altro…
In tutti i modi, ho passato qualche giorno sulla riviera romagnola con i “Licaoni", che erano stati ingaggiati dal Comune di Valleazzurra per suonare, udite udite, musica albanese. Ammaestrati da Ibadeth, manco a dirlo. Sì, lo so che non siamo albanesi al cento per cento, ma se è per questo un mese fa ho assistito ad un concerto di musica sufi tenuta da un gruppo d’italiani… e solo una musicista era persiana… per cui mi son detta: nella vita è tutta question d'immagine (come dice Srikant il pitone), dunque, perché i Licaoni non possono suonare musica albanese ed avviare un progetto di studio relativo alla diffusione delle sonorità shqiperi?… Il licaone Aristogìtone, il pipistrello Filòstrato e Tarquinius il suricate mi hanno guardato con un certo scherno, dopo di che Aristogìtone ha sogghignato “Le sonorità shqiperi… nel mio carnet mancavano”; Filòstrato ha borbottato “Ma va’t’embora” (o qualcosa del genere: dubito che sia un complimento, però); Tarquinius ha detto che bastava gli dessero lo spartito e lui suonava anche l’inno nazionale della Repubblica di Cospaia. Detto e fatto: Ibadeth ci ha insegnato cinque pezzi folkloristici albanesi e Tina la piovra, percussionista d’area otocionica, ci ha preparato un pieghevole esplicativo, aiutata da Ben e Dan di Beautiful Colors.
Abbiamo suonato la sera sulla spiaggia, sotto la luna, mentre fra gli ombrelloni e i lettini giravano caraffe colme di liquidi ambrati e fruttati che si accendevano di riflessi d’oro sotto la luce delle lampade colorate. Alla fine del concerto è venuto a congratularsi con noi mio fratello Edoardo, l’avvocato, che aveva portato seco un amico. Edoardo che si complimenta con noi? Impossibile! E infatti c’era la trappola: egli è sarcastico, come si sa, e si è complimentato con noi più per il coraggio che per l’eccellenza dell’esecuzione, figurarsi. Noi ci siamo tuttavia accontentati e lui ci ha presentato il suo amico, un furetto di nome Annibale Bellassai, detto Scubidù, che ha fatto subito amicizia con me (specie dopo che gli ho offerto uno spinello di eccellente fattura). Mi ha raccontato che deve molto a Edoardo e, quando io l’ho guardato allibita, ha chiarito che lo ha tirato fuori un paio di volte dalla prigione. Sì, perché Annibale Bellassai detto Scubidù era stato un ladro, convinto che avrebbe potuto facilmente farla franca dopo i suoi furti grazie ad una mascherina bianco-nera… che però non si toglieva mai perché, ovviamente, faceva parte della sua fisionomia. Non dev’esser tanto lesto, questo qui, ho pensato fra me e me; ma non ho espresso ad alta voce tale irriguardoso pensamento… Scubidù ha continuato a raccontarmi che Edoardo aveva assunto la sua difesa ed era riuscito a fargli avere una condanna molto mite (sì, per insufficienza mentale, ho pensato io). Dopo essere uscito di galera, Scubidù ha cominciato a guadagnarsi da vivere noleggiandosi come stola di pelliccia per le signore d’alta società eleganti ed animaliste; pare che sia molto richiesto, che si faccia pagare cifre esorbitanti (ottanta euro a serata, cento se è richiesta la fattura) e che mangi pure a sbafo, perché durante i ricevimenti spesso la signora che se lo avvolge intorno al collo gli allunga noccioline, crostini al tartufo e talvolta anche cosciotti di pollo, che lui sbocconcella con suprema eleganza senza far cadere neppure una briciola…

mercoledì 12 marzo 2008

Quanti bei colori...


beautiful colors
Inserito originariamente da susannucciauccia

L'otocione Jerusalem Gebratmaryam, Jerry per gli amici, ha deciso di fare un salto di qualità (ha sciolto il complesso?, ha insinuato Edoardo, con l'abituale malevolenza) e ha deciso che il nostro gruppo rock deve farsi più pubblicità.
C'è da premettere che a me andava bene la situazione attuale: concerti negli scantinati, nei capannoni abbandonati, nei centri sociali, passa-parola e volantini ciclostilati in proprio... E anche a Jerry, fino a qualche tempo fa. Se non fosse che Tina la piovra ha cominciato a fargli buchi nella schiena (espressione ferrarese che indica noiosissime e reiterate insistenze su taluni temi, finalizzate al massimo grado di scassamento di zibidei) affinché il gruppo affidasse la sua immagine ad un'agenzia seria e professionale che potesse farci una pubblicità più ampia e di maggior prestigio. Alla fine, Jerry ha ceduto, non so se per convinzione o per sfinimento, e ha deciso di cercare una ditta che potesse rappresentarci...
Un passo indietro: rammento agli innumeri lettori del blog che Jerry è il segretario dell'associazione internazionale "Vivere con lentezza" e che ha fatto della calma la sua ragione di vita; Tina ha cominciato a proporgli la cosa cinque anni fa e lui le ha detto la famosa frase "Dammi un attimo di tempo per rifletterci, cara amica"; et voila...
Io non mi sono più di tanto intromessa nella diatriba: ultimamente ho gravi problemi di salute (sono stata per la seconda volta operata per un tumore mammario, libidine) e mi sono limitata a porre la condizione che si rivolgessero ad un'agenzia che non avesse come unico fine l'accumulo di denaro e la diffusione di uno stile di vita alla Lele Mora (tanto per non fare nomi). Sicché Jerry si è rivolto ad un amico (che risaliva ai tempi in cui sognava di diventare un cuoco e seguiva a Torino corsi per preparare dolci alla bagna cauda): Calimero Jacopo Odasso, attuale proprietario dell'agenzia di web e grafica "Beautiful Colors" di Ponte San Giovanni, in cui lavorano due giovani e ambiziosi grafici, Benedetta e Daniele (Calimero Jacopo Odasso in agenzia non c'è mai; vive alle Fonti del Clitumno dove gestisce un ristorante tipico. Si è limitato a riprodurre il suo profilo sul logo della ditta e ne ha lasciato la gestione ai giovani di cui sopra).

Benedetta e Daniele (qui di seguito denominati Ben e Dan) stanno lavorando ad una rivista on-line dal titolo "Succede a Perugia" (Maysa la lince ha suggerito il sottotitolo "Un cazzo"...) e Tina si è subito prenotata per farsi fare un sito web e un logo decente. Meno male che Jerry ha ceduto a Tina la gestione della cosa, perché se aspettavamo Jerry, stavamo freschi...