La redazione di RAI 3 aveva dato a Flavio Aufidio Crispino, il lupo giornalista, l'incarico di preparare un servizio sul Natale. Il lupo aveva ululato per cinque pomeriggi, ritenendo l'incarico lesivo della sua dignità di creatore e demiurgo dell'anamorfismo dal fatto mediatico (ovvero la capacità di vedere una notizia da un punto di vista insolito... o d'inventarsela tout court), ma, alla fine pareva essersi rassegnato alla banalità del servizio e, con il fido fotografo ferrarese Antenore Agenore Balboni Tumiati aveva battuto la città alla ricerca di storie insolite.
Stasera, mentre con mia sorella Megalo stavo guardando il TG 3, ho visto il servizio del lupo, intitolato "Laido Natale", dove venivano mostrate immagini siffatte:

(ovvero: tristissimo Babbo Natale obeso e alcolizzato, che canta Jingle bells sempre col medesimo giro di chitarra; moscissimo abete barcollante, addobbato di cenci svolazzanti nel gelo domenicale e decorato di bicchieri di plastica vuoti, davanti a saracinesca serrata, sfranta e grigia... da spararsi. Murnau ci avrebbe girato un cortometraggio senza neanche passare dal via)