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mercoledì 2 febbraio 2011

Musica classica e parole ar-cane


Il marito della lince Maysa, sopra ritratto, è un pondenco ibicenco di nome Ramon Llull Costa i Llobera. E' un logopedista e lavora presso un locale centro contro la dislessia, dal suggestivo nome "Parole arcane". Dire che lui e Maysa non vanno d'accordo sarebbe sottovalutare la reale portata della situazione, ma il loro matrimonio regge da anni su un equilibrio entropico che si alimenta dello squilibrio e della follia e la cosa, finora, sembra funzionare.
In questo periodo lui  ed un altro suo collaboratore, un pastore tedesco di nome Adolf Hinker (mah), stanno lavorando ad un progetto per affrontare i disturbi dell'apprendimento mediante l'uso della musica  e sovente conducono i giovanissimi allievi del centro ad ascoltare concerti di classica. Al ritorno da una matinée in cui una compagnia mai udita da orecchio umano si era esibita nel "Flauto magico", hanno riferito di aver ascoltato il seguente dialogo surreale tra due cuccioli di carlino:
"Ma perché si parla sempre delle nove sinfonie di Beethoven e invece Mozart, che ne ha fatte molte di più, è meno famoso?"
La risposta non si è fatta attendere: "E si vede che Beethoven le ha fatte meglio!"
Adolf Hinker (del resto, da uno che si chiama così che t'aspetti) ha liquidato lo scambio di battute come demenziale molto vicino al deficiente; Ramon Llull, invece, ha sottolineato che la domanda era meno stupida di quanto non potesse sembrare a primo acchito.
Che ne pensate?


mercoledì 21 ottobre 2009

Cucina e metafore

La donnola Aurinca Lacusta. proveniente dalla Moldavia e venuta in Italia al seguito dei due novelli sposi Asiak e Scubidù, si è trasferita momentaneamente a casa di Ibadeth e Tarquinius (e chi non si trasferisce momentaneamente a casa di Ibadeth e Tarquinius? penso abbiano dimenticato ogni parvenza di privacy, quei due...). Si è messa subito in cerca di un impiego nei ristoranti della zona e non capisce perchè non riesce a trovarne. Io un'idea l'avrei, a dire il vero, ma se l'appaleso mi si accusa di mordacità, per cui manterrò un rigoroso silenzio.
Quando ne avrò voglia (adesso ho problemi di salute) scriverò un post sul concretismo, che non è una corrente artistica del primo Novecento (oddìo, può pure essere), bensì un disturbo che spinge chi ne è affetto a prender tutto sul serio, a non capire metafore o allegorie, a non avere un pensiero astratto.
Ho il sospetto che di questo soffra la nostra cuoca moldava. L'altra sera ci ha cucinato la pizza margherita e ci siamo visti presentare a tavola una focaccia cosparsa di gentili fiorellini bianchi e gialli.
Qualche giorno fa ci ha ammannito una carbonara: ci siamo trovati nel piatto una massa informe di spaghetti spolverizzati di ceppi bruciacchiati.
La scorsa settimana l'abbiamo vista che consultava, su Internet, un sito di terroristi pakistani, indi si è prodotta nella "Bomba di riso": siamo stati tutto il pomeriggio a raccogliere con l'aspirapolvere chicchi spiaccicati sulle pareti.
Domenica sera ha preparato un calzone; lunedì mattina si sono udite le imprecazioni di Tarquinius, che è stato costretto ad andare in bermuda fiorati a consegnare un pannello istoriato alla chiesa della Madonna dei Bagni.
Martedì, per esibirsi nella preparazione dei cassoni fritti, ha trascinato in cucina due cassapanche in cui Ibadeth tiene i suoi costumi di scena. L'abbiamo fermata appena in tempo.
Oggi è stata la volta degli spaghetti alla chitarra e della carta musica: ha smontato la chitarra di Ibadeth e ha condito i suoi spartiti di musica balcanica con olio, sale e prezzemolo.
La gatta Almasilvia, in uno dei suoi rari guizzi d'umor nero, si è augurata a mezza voce che nessuno le suggerisca di fare gli gnocchi alla bava o la "pasta cacata"....