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martedì 23 febbraio 2010

Vento freddo


Asiak non era uscita del tutto dalla depressione evidentemente, perché dopo la morte di Susanna ci è ripiombata a picco. Lucy K. K. mi ha detto che l'altra notte vaneggiava e diceva che Susanna non è morta, è solo nell'altra stanza, ecco perché non la vede. Chiamava: "Maialino, maialino... è di là, il maialino è di là, ecco perché non la vedo, c'è, ma è di là..."
La dottoressa Pasqui-Copanello le ha detto che deve lasciar andare Susanna.
Sembra facile.
Stanotte c'era vento freddo e pioggia, io ero a letto e ad un certo punto ho sognato che Susanna avanzava attraverso la pianura spazzata dalla tempesta, verso casa nostra, si avvicinava alla porta e suonava. Io aprivo e la vedevo sulla soglia, zoppicante e tutta bagnata...

domenica 7 settembre 2008

Lutto e melancolia

Pessimismo e fastidio. Orrore e disgusto. Mutismo e rassegnazione. E via con le coppie di sostantivi… La depressione è una brutta bestia. Non c’è più piacere nel fare le cose, anche quelle che prima t’interessavano. Anedonia, si chiama: privazione di piacere.
Annibale Bellassai detto Scubidù tenta di risollevare l’umore di Asiak portandola a feste (fa fare anche a lei la stola di pelliccia animalista), a sagre o a concerti, ma rimane frustrato perché vede che non serve a niente (se non fa peggio, dico io: Asiak vede che tutti si divertono e si sente ancor più estranea e impaurita).
I pensieri dei depressi girano attorno alla colpa e all’auto-svalutazione. Si sentono indegni e ruminano su errori commessi in passato. Spesso si sentono i soli responsabili della sofferenza del mondo. Asiak, come già detto, si sente in colpa (e un po’ di ragione ce l’ha, penso io; ma ormai è andata…)
Il furetto la porta al ristorante e lei mangia pochissimo; la conduce a passeggio e lei dopo dieci minuti si stanca; si deve portare dietro una scorta di aspirine perché ha sempre mal di testa.
Io gli dico che deve starle vicina, ma deve avere pazienza. E soprattutto, non pretendere di essere il suo salvatore.
Asiak si è animata un poco quando ha ricevuto la telefonata di Lucy K. K., un’altra del branchetto di cinque visoni che ha assassinato Miranda Vescovo. Lucy K. K. non è depressa, anzi. E’ ben contenta di aver accoppato l’allevatrice. Ammette che non è una bella cosa (“Sì, è maleducazione”, ha ironizzato Tarquinius), ma che non potevano fare altro. Assertività, le dico io? Assertività di che? Che cosa dovevano fare, mi ribatte Lucy, andare dal maresciallo dei Carabinieri e denunciare l’allevatrice di visoni? Le pellicce di visone mica sono proibite dalla legge, anzi, ci sono fior di pubblicità in TV e sulle riviste…
Lutto e melanconia. Io ho cercato di spiegare a Scubidù che Asiak mi pare vittima del lutto, più che della depressione. Il dottor Freud diceva che è normale che uno che ha subito una perdita stia male. Se ti muore qualcuno, se vieni licenziato, se vieni lasciato dal tuo partner, se perdi un amico, ovviamente ne soffri; e questo è il lutto. La depressione invece sembra inderivabile. Apparentemente non c’è motivo per cui tu debba star male. Tanto che spesso i genitori o gli amici ti fanno notare che non ti manca niente, che ti devi scuotere, che devi muovere il culo e andare a lavorare e piacevolezze simili (così che non prendono sul serio la tua sofferenza o la attribuiscono alla mancanza di volontà; ma se ti manca la volontà mica ci hai colpa tu, per la miseria!). Nella depressione (= la melanconia) predomina la mancanza d’autostima e la cosa che hai perduto non è reale ed esterna, ma emozionale. Tu ti identifichi con un oggetto perduto e provi rabbia verso te stesso, tanto che a volte prendi in considerazione l'idea del suicidio…
Scubidù però dice che Asiak si sente incapace, perché pensa che avrebbe dovuto tener testa alla pellicciaia, invece di subire per mesi e poi accoltellarla.
In tutti i modi, Lucy K. K. è venuta a trovarla (si era nascosta nella colonia felina di Largo Torre Argentina e cercava di farsi passare per un persiano cipria) e hanno parlato dell’arte-terapia. Lucy K. K. si è mostrata scettica: Asiak, ha detto, è già un’artista, fa i vestiti! E poi per la danza non è mai stata troppo portata (“Io invece sì, quando vivevo in Canada ballavo il tango” ha detto. “Allora sei una tanghera” ha ghignato Tarquinius).
Caso mai, potrebbe provare a dipingere…
Ad Asiak l'idea è piaciuta e subito Ibadeth le ha comperato un set di pastelli e album.