Nel momento in cui Ida si girava per affrettarsi via di là, sui gridi persistenti alle sue spalle si distinse una voce d'uomo che chiamava: "Signora, aspetti! Mi senta! Signora!"
Essa si voltò: era proprio a lei che si dirigevano quei richiami. Da una delle piccole grate, che lasciava scorgere una povera testa calva con occhi intenti che parevano malati, una mano si sporse a gettarle un foglietto.
Nel chinarsi a raccattarlo, Ida si avvide che, spersi per terra lungo i vagoni c'erano, fra scorie e rifiuti, degli altri simili foglietti accartocciati; ma non ebbe la forza di fermarsi a raccoglierne...
(Elsa Morante, La Storia, ed. Einaudi, p. 244 e seguenti)
Quando Ida, uscita dalla stazione dalla quale stavano per partire i treni piombati diretti a Birkenau, tenta di andare a consegnare il foglietto, si trova in un quartiere ebraico vuoto, desolato, devastato; e si rende conto che non c'è rimasto nessuno.
Che sono tutti morti.
(A proposito della Shoah...)