giovedì 4 febbraio 2010

Anno nuovo, vita nuova, blog nuovo...

... mortacci loro.


Sì, perché forse i miei venticinque lettori (sì, magari) noteranno che questo blog è nuovo, ancorché molto simile a quello vecchio. Ha lo stesso titolo di quello precedente, senza l'articolo "il".


E' accaduto che il 28 dicembre ho tentato di aprire la mia casella di posta su Gmail, ma non ci sono riuscita perché si rifiutava di accettare la mia password. Ho cercato di accedere alla domanda segreta che Gmail chiede per verificare che il padrone della casella sei tu; ho provato a mandare cinque o sei volte un modulo di richiesta d'aiuto; zero via zero. Gmail mi ha sempre rimandato il medesimo messaggio standard, ossia siamo spiacenti, non possiamo restituirti l'account, le informazioni che ci hai fornito sono insufficienti, bla bla bla...


E pazienza per la posta, se la tenessero. Il fatto è che da lì io accedevo al blog.


Non solo: avevo pure attivato la moderazione dei commenti, per cui non sono stata in grado di mandare un messaggio per dire che il blog traslocava, né può farlo qualcun altro. Il blog è lì, fermo, immobile, congelato nel tempo e nello spazio; può essere solo letto, ma nessuno può aggiungervi commenti. Nello spazio nessuno può sentirti urlare...


Inquietante, questa cosa.

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