Questa scritta di colore oscuro campeggiava ieri sera su una targa di legno nel soggiorno di Ibadeth e Tarquinius e Lucy K.K. la rimirava orgogliosa, come se avesse creato chi sa quale opera d’arte. Noi la guardavamo allibiti e, quando abbiamo ritrovato la favella, abbiamo fatto le nostre considerazioni.
Io: “Lucy, mi stranisci il blog, che per via delle barzellette oscene di Maysa già me l’hanno inserito fra i siti pornografici”
Tarquinius: “Mane, Tecel, Phares!”
Asiak : « In hoc signo vinces ! »
Scubidù: “In femto Tesla!”
Srikant il pitone: “Supravustra gimnystra! Kretmagorda ka samapuva!” (“Questa poi me la devi spiegare”, gli ha brontolato Tarquinius).
Maria Grata Li Greci: “Sangio l’uccello é!”
Maddy la pinscher: “Wara wara ingdoulou, seu te gira Galitzou; hoemisclep dorbiza ea!”
“Ma che caspita vi siete fumati?” ha strillato Lucy inviperita. Poi ci ha reso noto che le quattro parole da lei vergate sulla targa lignea erano i nomi di quattro inconsueti frutti con cui lei aveva confezionato marmellate.
Lucy K.K. ha infatti affittato a caro prezzo uno stand alla Fiera che si svolge a Perugia i primi quattro giorni di novembre, chiamata, con un certo qual gusto del macabro, “Fiera dei Morti”. In tale stand si sarebbero vendute principalmente composte e marmellate confezionate dalla visoncina color cipria. Tuttavia, come una valanga che rotola a valle raccogliendo vieppiù neve durante il percorso, è poi stato stabilito che nello stand avrebbero trovato posto anche top e gonne confezionate da Asiak e candele ed incensi forniti da me.
A questo punto Tarquinius, saggiamente, ha fatto notare che vedendo un cartello con su scritto Siliqua, siliquetta, balaustro e strobilo la gente sarebbe scappata facendosi il segno della croce, e ha proposto di creare un altro cartello, sempre ligneo, in cui fosse scritto qualcosa di più rassicurante, tipo “Marmellate biologiche” o “Marmellate di tutti i frutti”. Dopo aver rugliato un po’, Lucy K.K. ha acconsentito e Tarquinius è andato nel suo laboratorio e le ha approntato una targa a forma di mela, che recava scritto Sete, incensi e frutta speziata, a suo dire molto più evocativo. Per lo meno, ha borbottato Ibadeth, non sarebbe parsa una formula atta ad evocare Belzebù e altri cinque o sei demoni assortiti.
E così il pomeriggio precedente la notte di Halloween è passato nell’allestimento e nella decorazione della nostra bottega mobile…
