venerdì 19 marzo 2010

La Città Fantasma (II parte)



Premessa: Susanna si era sempre dimenticata di specificare che il fotografo ferrarese Agenore Antenore Balboni Tumiati è una nutria.
Ciò chiarito, ecco la seconda immagine della Città Fantasma.
La casa è semplice, scabra, stilizzata, direi. Particolarmente indicata, dice la nutria, per coloro che soffrissero di claustrofobia.
Il luogo, abbastanza tipico di questo tipo d'insediamento, è un vallone tra un quartiere del centro storico, arroccato su un costone di roccia e la pianura, nella quale si sono sviluppati gruppi di villette bifamiliari di varia tipologia.
Anche l'arredamento, come noterete, è minimale.
Non si pensi, sottolinea il fotografo, che l'abitazione sia legata ad una situazione di degrado; come è stato già detto, si tratta di una scelta stilistica.
Tuttavia mio marito Tarquinius, suricate diffidente, ha ipotizzato che sia una storia simile a quella del cacciucco livornese, delle fave e cicoria o delle grotte di Matera: cose estremamente povere, che, riscoperte, sono diventate un must (tanto per infilarci un orrendo termine) e se le vuoi ti staccano cifre da quinto dello stipendio.
Preferisco tenermi la mia catapecchia, vi dirò.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

E' il "trend" del momento, tanto per usare un altro terribile termine inglese che odiava Nanni Moretti. Ricordi in "Palombella Rossa" quando diceva che le parole sono importanti?
Annalisa

cinciamogia ha detto...

Tarquinius potrebbe anche avere ragione...Ci mettono un cartello che lo qualifica come "open space" o "arioso e luminoso loft" ed è fatta.

il cuoco ha detto...

secondo me i sarebb da far intervenire bertolaso....

@enio ha detto...

bertolaso ha da fare cose più serie!