mercoledì 20 febbraio 2008

Lost in translation (ovvero: mi fanno una sega a me le tigri ircane)

Ultimamente giro parecchio per i blog altrui. Non sono mai stata una fanatica dell'undicesimo comandamento, io. Anche perché penso che la gente non si offenda, se ficco il naso nei blog; li scrive per quello, o no?
Sono capitata in un blog nomato "woozy.splinder.com". E' di recente formazione e per ora parla di traduzioni e di astronauti.
Che c'entreranno le une con gli altri, dico io. Sospetto che sia una storia come il manoscritto di Lacan: ci hanno scritto una cosa, poi l' hanno cancellata e ce ne hanno scritta un'altra sopra, ma ogni tanto qua e là la prima salta fuori. Penso che il Woozy voglia parlare di sé e dei suoi miti... Hemingway, bleerr.
In tutti i modi, disserta con arguzia sulle traduzioni fatte a membro di segugio... a spina di pesce... a coda di gatto... e solo lo spirito della Iris m'impedisce di scivolare nella volgarità finale. E io sono qui a fornirgli una traduzione a lisca di murena fatta dalla Mamma negli anni giovanili in cui lavorava (in nero) rivoltando (mai verbo fu più azzeccato: le traduzioni erano proprio rivoltanti) dallo spagnolo all'italiano.
Orbene: aveva fra le mani un testo del mistico cinquecentesco San Juan de la Cruz. Il tale doveva essere un po' disturbato, perché scriveva poesie dedicate all'unione mistica con l'Amato (sarà stato Gesù? speriamo bene...). In una di queste compariva la seguente frase:
"el adobado bino"
La Mamma va diligentemente a cercare nel vocabolario cosa vuol dire adobado e constata che vuol dire "carne di maiale marinata". Boia quant'era mistico questo, si dice, e va a vedere cosa significhi bino; scopre che è un verbo, binar, che significa "arare per la seconda volta". Per cui compone la frase più consequenziale della sua carriera di traduttrice:
aro per la seconda volta la carne di maiale marinata
e qualche dubbio le sorge.
Ora, non credo che l'abbia mai presentata, vorrei sperarlo, per lo meno.
Lo sapete poi cosa voleva dire el adobado bino? "Il vino profumato", giacché "bino" era la grafia antica per il semplice termine spagnolo "vino"... Questo lo so anch'io: è una parola che io e Ibadeth abbiamo proferito spesso, quando l'anno scorso siamo andate a Barcellona... Ricordate quel film di Verdone? Marisol e "il vino tinto della mamma..."?
Per quanto concerne gli astronauti, il giovane (?) Woozy parla di questi cavalieri con le tute argentate... e a me viene in mente "Help me", una canzone vagamente iettatoria dei Dik-Dik, in cui il povero astronauta vestito d'argento, McKenzie, fa una finaccia...
Alien: nello spazio nessuno può sentirti urlare.
Tié.

5 commenti:

Arturo ha detto...

E di Jason X vogliamo parlarne?
^______-

Susanna ha detto...

Perché, che c'è in Jason X? Illuminami, che non l'ho capita. Intanto, il commento è relativo alla traduzioni o agli astronauti? No, visto che Jason Whoores era un astronauta, mi pare...
Aspetto lumi.

Arturo ha detto...

Jason X era un film con il serial killer di Venerdì 13 che veniva ritrovato in ibernazione in una stazione spaziale... ovviamente lo risvegliavamo...
muahahahahahahahahahaha

Gaja Cenciarelli ha detto...

Lo so, non c'entra niente con la traduzione, ma è la prima volta che lascio un commento qui e quindi vorrei dire alla padrona del blog, la gatta Susanna, che è BELLISSIMA, e che somiglia molto alla mia padrona felina, di nome Margot, anche per come si rivolge ai suoi inferiori umani!
:-D

Susanna ha detto...

Grazie, Gaia! e un saluto a Margot!
Susanna